La corruzione, sistema a cifra nera, è sistemica, diffusa, organizzata, contagiosa e ad alto impatto negativo.
La compliance normativa è solo il primo passo da muovere, a cui deve seguire un percorso altrettanto sistemico, diffuso e organizzato.

Il progetto è finalizzato ad avviare un ciclo di sviluppo anticorruzione presso un organizzazione ed è inteso come un modello che combina i modi con cui la lotta alla corruzione influenza, da un lato, la strategia (le scelte di relazione con l’esterno: cosa faccio e come lo comunico), dall'altro l’organizzazione (le scelte di integrazione interna: come coordino e controllo).

Questa proposta di anticorruzione supera la sola compliance legale, non sufficiente per costruire una barriera alla diffusione della corruzione, ed è un processo di tipo culturale che:

Questa proposta di anticorruzione supera la sola compliance legale, non sufficiente per costruire una barriera alla diffusione della corruzione, ed è un processo che:
- è inteso nell'ottica di un miglioramento continuo e graduale,
- implica l’assunzione di responsabilità di tutti gli attori coinvolti (la cui estensione è anch'essa graduale) così come la diagnosi e il trattamento del rischio,
- conduce ad un processo trasparente e inclusivo (integrando i Piani Trasparenza e Integrità e il Ciclo delle perfomance),
- non ha valenza repressiva ne ispettiva
– non valuta, cioè, gli individui ma le disfunzioni organizzative,
- e mira a determinare una nuova identità dell’ente coinvolto, un’identità anti-corruttiva.

Vantaggi

Il percorso può essere descritto dal diagramma sotto riportato, che rappresenta IL CICLO DI MATURITÀ' DELLA LOTTA ALLA CORRUZIONE E DELLA CULTURA DELLA LEGALITÀ'

reputazionali: una migliore immagine dell’ente all’interno e all’esterno; maggiore visibilità; maggiore fiducia dei cittadini e di tutti gli interlocutori dell’ente; maggiore consenso territoriale e politico (quindi, democrazia più partecipata); la conformità al dettato normativo e l’agire secondo le migliori prassi internazionali; meno capacità penetrativa della criminalità organizzata;

motivazionali: maggior senso di appartenenza di tutti gli interlocutori coinvolti sul territorio in cui l’istituzione è collocata; spirito di protezione e custodia del proprio ente; cultura della legalità; economici: miglioramento del benessere per i dipendenti, con vantaggi a livello di produttività, sicurezza, qualità; riduzione del fattore di degrado nella qualità dei servizi pubblici (sanità, servizi sociali, istruzione, giustizia etc.); riduzione della densità delle procedure, dunque, della vischiosità burocratica; attrattività degli investimenti, anche in settori di R&S, con la conseguenza di un più alto valore aggiunto (non solo di compliance) delle politiche dell’ente; attrazione di opportunità e talenti, soprattutto giovanili; riduzione delle sanzioni; riduzione di interventi e spese legali; servizi e appalti meno cari e più innovativi; no giornalismo contro l’ente; meno capacità penetrativa della criminalità organizzata;

ambientali/sanitari: a fronte di un alto tasso di corruzione si registra una correlazione positiva dei reati ambientali, e relativi costi pubblici, e di conseguenza dei danni alla salute, non solo umana.

ciclo della corruzione

Si rimanda al libro Management e responsabilità sociale, di AAVV, Il Sole 24 Ore, Milano 2006

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